Quattro lunette di Agostino Salloni esposte

Alcuni giorni fa ho visitato la chiesa di San Giovanni Evangelista a Brescia e ho avuto la piacevole sorpresa di trovare esposte lungo la navata centrale le quattro grandi lunette, attribuite ad Agostino Salloni (notizie 1657-1699), solitamente appese sopra altrettanti altari laterali della stessa chiesa. I dipinti, ad olio su tela, sono stati levati dalla sede originale e portati ad altezza occhi appositamente per il periodo dell'Avvento 2014. A quanto pare, ciò non avveniva dal 1957. È certamente un privilegio poter osservare da vicino dipinti che solitamente sono collocati in luoghi distanti e/o irraggiungibili, poterne scrutare i dettagli invisibili e, certamente, studiarne più agevolmente la tecnica.





Le quattro grandi lunette raffigurano tre episodi della vita di Cristo, ossia l'Epifania, il Battesimo di Gesù e la Fuga in Egitto, più un generico Dio Padre in Gloria. A questi si sarebbe dovuto aggiungere un ultimo dipinto, tuttavia inamovibile. Non è facile estendere l'attribuzione ad Agostino Salloni a tutti i dipinti, che nel complesso sono poco omogenei dal punto di vista stilistico. Difficile, per esempio, dire che lo stesso pennello da cui sono usciti i dettagli materici, i panneggi e gli sguardi che affastellano l'intera Epifania è lo stesso che ha prodotto quello stentato San Giuseppe della Fuga in Egitto, opera tra l'altro poco legata nel suo insieme. Le figurette di sfondo alla Fuga in Egitto, tuttavia, sono stilisticamente identiche a quelle del Battesimo di Gesù, dipinto molto più apprezzabile. La resa complessiva delle tele, nonché l'omogeneità della commissione, permettono comunque di assegnare l'intero ciclo almeno alla stessa bottega, la bottega del Salloni in questo caso. Agostino Salloni fu attivo nel XVII secolo soprattutto come copista di altre opere e fu decisamente influenzato dal Moretto, pervenuto attraverso la folta schiera di moretteschi, e dal Cossali, lasciando poche opere note sul territorio.

Dio Padre in Gloria

Epifania
Il dipinto migliore del ciclo rimane senz'altro l'Epifania, memore proprio dell'arte di Grazio Cossali anche per l'«attenzione alle cose concrete», come si legge nel pieghevole di presentazione, ossia panneggi, gioielli, e oggettistica varia. La composizione è studiata ed equilibrata e le espressioni dei personaggi sono rese molto bene. Non a caso, è l'unico dipinto del ciclo a recare la firma di Salloni, sul bordo del trono di Maria. Anche il Battesimo è molto pregevole, con massima nota di merito per l'incarnato del Cristo, seguito dalla scioltezza dei movimenti dei due personaggi principali, che non scade in alcuna forzatura, e dai dettagli riuscitissimi, quali lo scorrere dell'acqua nel fiume e le varie figurette sparse, tra le quali si trova la citazione veterotestamentaria di Raffaele e l'Angelo. Nella Fuga in Egitto merita certamente di essere segnalato il gruppo della Madonna col Bambino, tanto che potrebbe costituire un dipinto a sé se ritagliato. Notare, però, che ciò non è necessariamente un bene, poiché implica una composizione poco legata. Come già accennato, reputo di bassa qualità la figura di San Giuseppe, mentre di nuovo apprezzabili sono lo sfondo e i dettagli sparsi attorno. Il Dio Padre costituisce episodio abbastanza a sé e non si discosta dall'iconografia tradizionale: in generale è ben reso, specie nel gioco di angioletti e cherubini, ma poco originale.

Battesimo di Cristo

Fuga in Egitto
Molto interessante la brevissima digressione del pieghevole di presentazione sul tema dei dipinti nati per essere visti da lontano, dunque sul «senso di sciorinare dipinti spettacolari [...] quando non se ne poteva assolutamente decifrare il contenuto e recepirne il messaggio», e qui ritorna l'affascinante domanda su cosa passasse per la mente dei pittori quando dipingevano a metri d'altezza, ben coscienti che il loro lavoro sarebbe stato quasi esclusivamente un "dipingere per sé". Sono d'accordo con il pieghevole, purtroppo privo del nome dell'autore che sarei ben lieto di citare, quando dice che il probabile fine era esibire una «tumultuosa spettacolarità» e che, in fondo, siamo di fronte a una palese quanto inconsapevole riproposizione, a distanza di secoli, dell'horror vacui medievale.

Allego al post alcune fotografie d'insieme e di dettaglio che ho scattato al momento della visita. Mi perdonerete la qualità non eccelsa, purtroppo disponevo esclusivamente del mio smartphone e i dipinti presentavano riflessi particolarmente invadenti, evitabili sono con viste scorciate.

Dio Padre in Gloria




Epifania






Battesimo di Cristo



Fuga in Egitto




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