Recensione della mostra ''Fra Bartolomeo. Sacra Famiglia a modello''

La mostra "Fra Bartolomeo. Sacra Famiglia a modello" è il secondo capitolo di un'esposizione in tre episodi dal nome "Rinascimento", iniziato a settembre 2014 con "Giorgione e Savoldo. Note di un ritratto amoroso", di cui purtroppo non posso fornire la recensione dato che si è svolta prima dell'apertura del blog. Il secondo episodio, che qui recensisco, ha la fondamentale prerogativa di restituire la Sacra Famiglia della pinacoteca Tosio Martinengo alla produzione della bottega di Fra Bartolomeo. Questo risultato, ottenuto grazie ai nuovi studi condotti per la pubblicazione del catalogo della pinacoteca e a un restauro, è decisamente importante se si pensa che dal 1927 era classificata come copia neoclassica di valore pressoché nullo.






La mostra è divisa in quattro sale, tre dedicate alle opere esposte e una introduttiva, dove sono esposti i crediti, il riferimento al filo conduttore di "Rinascimento" e una prima focalizzazione sul tema di "Fra Bartolomeo. Sacra Famiglia a modello". Tutto l'ambiente è orientato al grigio fumo, schiarito solo sui pannelli informativi, un colore davvero efficace per far risaltare le cromie dei dipinti in modo liquido e armonioso. La prima sala è dedicata all'opera resuscitata, la Sacra Famiglia bresciana che ha riottenuto ogni giusto onore. La tavola è corredata da tre pannelli informativi, uno che ripercorre sinteticamente la sua storia critica e due che espongono la biografia per date di Fra Bartolomeo e Mariotto Albertinelli, i due pittori la cui collaborazione è l'altro importante tema affrontato dalla mostra.



La seconda sala espone la Sacra Famiglia della Galleria Borghese di Roma, prodotta nell'ambito della bottega del maestro. Questo luogo è principalmente focalizzato sulla collaborazione tra Fra Bartolomeo e l'Albertinelli a cui si è appena accennato, rapporto entro cui è stata certamente prodotta anche la tavola bresciana. Come ben espongono anche i pannelli informativi, in questi dipinti dedicati alla devozione privata si assiste senz'altro a un ricircolo di cartoni e disegni, con comprensibile reiterazione di schemi e dettagli e con contributo di entrambe le mani. Di fatto, siamo di fronte a opere che, all'epoca, dovevano essere certamente di levatura minore rispetto alle pale eseguite per le grandi committenze religiose, in cui più difficilmente era possibile una ripetizione "a stampino", consona piuttosto alle tavole di piccolo formato indirizzate agli altarini e alle camere da letto di una fitta schiera di privati cittadini.



Chiude la mostra, nell'ultima sala, la Sacra Famiglia dalla National Gallery di Londra, probabilmente autografa di Fra Bartolomeo in cui, collegandosi a quanto appena detto, troviamo come anche l'ordinario possa essere sublime. Si tratta di un'opera di altissima qualità artistica, eseguita per una committenza d'eccezione, in cui viene a galla tutto il profondo senso religioso e la delicatezza che, nelle opere di bottega, la reiterazione di maniera faceva emergere con significato meno pregnante. I pannelli informativi, oltre a descrivere il dipinto, entrano nel merito della circolazione del modello iconografico, riallaciandosi in modo davvero puntuale con il principale tema della mostra, che non è l'arte di Fra Bartolomeo ma l'attività della sua bottega nella produzione di tavole sul tema della Sacra Famiglia, la reciproca citazione di modelli e la contestualizzazione della riscoperta tavola bresciana.




"Fra Bartolomeo. Sacra Famiglia a modello" è il perfetto esempio di mostra di altissimo livello culturale costruita su tre sole opere, raffiguranti tra l'altro lo stesso soggetto. Essa si rivela efficacissima nel delineare in modo sintetico i nuovi onori conquistati dalla tavola bresciana e i motivi per i quali sono stati riconquistati. Il piacere più grande, in effetti, non è il privilegio di vedere un dipinto in genere molto lontano quanto la tavola di Londra, come se non ci fossero altre possibilità nella vita, ma è l'aver partecipato a un aggiornamento della storia dell'arte, a un riordino di date e autori e alla rivalutazione di un frammento del patrimonio locale. Perché in fondo è questo che fa di una mostra qualcosa di "grande", e in sé memorabile, ossia la presenza di un solido scopo che ne anima l'esistenza. La mostra è corredata di catalogo, molto ricco di immagini, che entra dettagliatamente nel merito della bottega di Fra Bartolomeo presentando una vasta serie di riferimenti artistici e di considerazioni stilistico-critiche sulla realtà della sua produzione.


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