Il tronetto per il viatico della chiesa dei Santi Nazaro e Celso

Non è raro che, nelle sacrestie e nei ripostigli delle chiese, o nella casa di qualche attempato sacerdote, emerga una suppellettile liturgica dalla funzione non immediatamente intuibile. Si tratta di una sorta di altarino, spesso decorato anche riccamente: è il tronetto per il viatico, un vero e proprio altare portatile, anticamente utilizzato dai sacerdoti per offrire l'Eucarestia o eseguire brevi celebrazioni presso chi non poteva raggiungere fisicamente la chiesa, per esempio i malati e i morenti. L'utilizzo più frequente era appunto fornire un piano consacrato dove appoggiare la pisside e l'ostia consacrata durante queste occasioni. Molto spesso questi altarini erano impreziositi da ornamenti e inserti decorativi, soprattutto come sfondo, a simulare una vera e propria pala d'altare. A Brescia, in particolare, se ne conserva uno molto bello nel tesoro della chiesa dei Santi Nazaro e Celso.

Anonimo bresciano, tronetto per il viatico, prima metà del XVII sec

Il pannello è di forma quadrata (44x39 cm) ed è decorato da un intaglio ligneo ad altorilievo, parzialmente dorato, raffigurante un Compianto sul Cristo morto con san Francesco d'Assisi. L'interessante manufatto viene reso noto per la prima volta nel 1904, in occasione della mostra d'arte organizzata per l'Esposizione bresciana di quell'anno, e pubblicato sul catalogo con probabile datazione al XVIII secolo. Antonio Morassi, nel 1939, lo cita nuovamente accogliendo il già proposto XVIII secolo come periodo d'esecuzione. La critica artistica successiva (Anelli 1977, Begni Redona 1992) ha tuttavia retrodatato il manufatto alla prima metà del XVII secolo, avvicinando il modellato anatomico del Cristo, assieme alla resa dei panneggi e alla tipologia dei visi dei personaggi e degli angeli, ai canoni del tardo XVI secolo. Pienamente seicenteschi sono invece i due angeli svolazzanti, dai volti tondeggianti e paffuti e dalle membra tozze, e le quattro testine angolari della cornice, raccordate da un intaglio a motivo vegetale. È senz'altro pregevole la disposizione dei personaggi, che occupano senza soluzione di continuità l'intero spazio della paletta, mentre la puntuale doratura lascia scoperti solo gli incarnati, in particolare il corpo del Cristo morto che risulta così enfatizzato e perfettamente individuabile. Lo sfondo è invece degnamente reso tramite una finissima martellinatura.

Bibliografia essenziale:
- Esposizione di Brescia 1904 sotto l'alto patronato di S.M. il Re. Maggio-Settembre, catalogo ufficiale, Brescia 1904
- Luciano Anelli, La Chiesa dei santi Nazaro e Celso in Brescia, Brescia 1977
- Pier Virgilio Begni Redona, Pitture e sculture in San Nazaro e Celso in AA.VV., La collegiata insigne dei Santi Nazaro e Celso in Brescia, Brescia 1992

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