Un antico apparato liturgico in due pievi bresciane

Durante l'ultimo ventennio, la pieve della Mitria di Nave e la chiesa di San Pietro in Mavinas a Sirmione, due antichi edifici religiosi del bresciano, sono stati interessati da una serie di scavi archeologici all'interno del perimetro murario e nei pressi. Per la pieve della Mitria, essi si sono svolti a più riprese a partire dal 1990, mentre il San Pietro di Sirmione è stato scavato tra il 2005 e il 2009. Le indagini, volte a chiarire gli aspetti stratigrafici dei due siti, sono state condotte da importanti personalità nel campo dell'arte e dell'archeologia bresciane, tra cui Dario Gallina e Andrea Breda, con risultati straordinari dal punto di vista della maggiore conoscenza della storia di questi luoghi e della loro antica architettura. Tra i numerosissimi esiti di queste campagne archeologiche, oggetto di discussione in svariati articoli e pubblicazioni, con questo articolo voglio entrare nel merito di un particolare dettaglio che, come si è scoperto, accomuna le due chiese nella loro configurazione originale.

Pieve della Mitria, Nave

Chiesa di San Pietro in Mavina, Sirmione

Entrambi gli edifici religiosi sono di origine pre-longobarda, potremmo dire tardo-paleocristiana, sorti in modo non diverso da molte altre chiese plebane del territorio bresciano. Questi piccoli santuari vengono fondati in modo più o meno "spontaneo", per devozione popolare o per intervento diretto dei primi vescovi, almeno a partire dal IV-V secolo, evolvendosi poi verso le rispettive sorti. Proprio al V secolo, per esempio, è stata datata la fase più antica di San Pietro in Mavinas. La prima fabbrica della pieve della Mitria è stata ugualmente attestata al V secolo circa, retrodatando quindi le precedenti ipotesi che ne fissavano la fondazione all'VIII-IX secolo o addirittura a dopo il 1000. Entrambi gli edifici hanno poi conosciuto una stratificazione architettonica abbastanza complessa, soprattutto la pieve di Nave, raggiungendo infine l'aspetto attuale. Sono riportate in seguito le piante della stratigrafia architettonica dei due edifici, modellate sulla base dei rinvenimenti archeologici.

Pieve della Mitria, Nave, successione stratigrafica. Al V sec circa (giallo) risale la fase più antica, corrispondente all'abside semicircolare con il podio al centro, e al primo sviluppo longitudinale, più due ambienti laterali in sorta di transetto. Al XII-XIII sec (rosso) si data la prima ricostruzione della navata e l'elevazione del campanile in sostituzione del "transetto" sud, parzialmente debordante nella navata che occupa con un poderoso pilastro angolare, a cui si appoggiano due arcate (tratteggiate). Nel XV secolo (arancio) la pieve assume l'aspetto definitivo, con una ricostruzione pressoché integrale che vede, tra le altre cose, l'aggiunta degli arconi a sostegno del nuovo tetto e l'elevazione di un nuovo abside.

Chiesa di San Pietro in Mavinas, Sirmione, successione stratigrafica. Al V sec (giallo) risale la fabbrica originale, consistente in un ampio edificio con vestibolo d'ingresso, abside semicircolare e, come a Nave, un podio centrale e due ambienti laterali in sorta di transetto. Probabilmente al X sec (rosso) è databile la ricostruzione dell'edificio, che viene ridotto di dimensioni e con un nuovo abside tripartito. Il campanile (arancio) è di poco successivo e la sua edificazione è attestata alla fine dell'XI sec.

Si nota che entrambe le fasi pre-longobarde delle chiese prevedevano la presenza di un podio al centro dell'abside. Si trattava di una struttura in muratura a terminazione curvilinea, coerentemente con la forma dell'abside che gli girava attorno, alta in origine più di un metro. Questo apparato ospitava certamente l'altare maggiore, ponendolo in posizione rialzata, e forse anche alcuni seggi del clero. Tra il podio e il muro dell'abside correva quindi un deambulatorio, che almeno in San Pietro in Mavinas era accessibile anche dai due ambienti simmetricamente affiancati all'abside. Interessante anche notare come ricorra questa tipologia di pseudo-transetto, le cui due sale erano variamente utilizzate come sacrestia o cappelle, sintomo della circolazione di una tipologia costruttiva comune o di un unico riferimento.

Un simile podio non è sconosciuto alla storiografia ed è stato variamente definito, a seconda delle funzioni, come bema oppure synthronos o synthronon. Esso si diffuse in tutta l'Italia settentrionale a partire dalla zona di Aquileia, dove ne fu probabilmente realizzato l'archetipo, ed è attestato soprattutto nel Veneto occidentale in Lombardia. È interessante notare come questo podio si possa egualmente rilevare sia in basiliche paleocristiane, tra cui la primitiva cattedrale di Santa Maria a Verona, sia in chiese altomedievali del territorio, per esempio la pieve di San Lorenzo di Cuveglio e la chiesa di San Michele a Gavirate, entrambi nel varesotto. Nel bresciano sono stati trovati resti di questa struttura anche nella pieve di San Fedele a Palazzolo sull'Oglio, di fondazione più tarda (VIII-IX sec).

Pieve della Mitria, Nave, interno
San Pietro in Mavinas, Sirmione, interno

A Sirmione, questa articolazione dello spazio presbiteriale sopravvive addirittura alla ricostruzione dell'abside nel X secolo, a testimonianza del grado di apprezzamento del podio e della sua funzionalità, il quale verrà eliminato solo in un secondo momento. Le indagini archeologiche hanno rilevato che il nuovo abside tripartito lascia inalterata la quota pavimentale originale e mantiene lo spazio necessario per girare attorno al podio, anche se l'andamento delle tre absidi era ormai incongruo con la forma semicircolare dell'antica struttura. Nella pieve della Mitria, invece, il podio viene levato al momento della costruzione del campanile, dunque nel XII-XIII secolo, lasciando tuttavia inalterato l'abside semicircolare, definitivamente sostituito solo nel XV secolo. A Nave, in particolare, la struttura era integrata da un banco semicircolare addossato alla parete interna dell'abside, mostrato anche nella pianta più sopra, certamente ad uso del clero.

Bibliografia essenziale:
- AA.VV., La pieve della Mitria: arte e storia in un antico luogo di culto nella Valle del Garza, Brescia 2002
- Giancarlo Andenna, Marco Rossi (a cura di), Società bresciana e sviluppi del romanico, Brescia 2002
- Gian Pietro Brogiolo (a cura di), Nuove ricerche sulle chiese altomedievali del Garda in Convegno archeologico del Garda, 3, atti del convegno, Gardone Riviera 2010

Nessun commento:

Posta un commento