Il progetto di Ludovico Beretta per il duomo di Brescia

La sostituzione o ricostruzione dell’antica basilica paleocristiana di San Pietro de Dom, la cattedrale estiva bresciana ormai vetusta e antiquata, viene affrontata più di una volta nel corso del XVI secolo, almeno a partire dal 1518, dunque alla restaurazione del dominio veneziano sulla città, senza avere mai un concreto seguito. Di ritorno a Brescia dopo l’ultima sessione del concilio di Trento, all'inizio del 1564, il vescovo Domenico Bollani sollecita il ceto dirigente cittadino perché «la chiesa cathedrale sia reedificata, per essere fatta come inhabitabile per l'antiquità sua». D'altra parte, l’episcopato del Bollani risulta indissolubilmente legato all'attuazione dei decreti tridentini: egli ristruttura il sistema beneficiale e riorganizza le associazioni laicali, impone nuovi costumi intellettuali ai sacerdoti, redige una minuziona decretazione per il rifacimento e il restauro di chiese, campanili, altari e ogni altro edificio sacro da lui giudicato «indecoroso», dando per primo l'esempio attraverso la ristrutturazione del palazzo vescovile e, al culmine della sua attività riformatrice, la proposta di riedificazione della cattedrale.

Il lato est di piazza del Duomo a Brescia in una miniatura del 1588. Si possono vedere il Duomo vecchio con la torre in facciata e la basilica di San Pietro de Dom