Appunti per la storia della ex chiesa di San Tommaso a Brescia

Quasi nessuno conosce la chiesa di San Tommaso a Brescia, piccolo luogo di culto disperso nei vicoli trasversali tra contrada Santa Chiara e via San Faustino. Se passeggiamo lungo via Camillo Pulusella, noteremo un piccolo slargo a lato della via, sul quale si affaccia un edificio con tetto a due falde. Gli intonaci quasi del tutto scrostati lasciano in vista un palinsesto murario molto complesso e, in generale, l'edificio sembra aver visto tempi migliori. Si tratta della chiesa di San Tommaso. La sua fondazione è databile al Medioevo ed è inquadrabile come luogo di culto minore, funzionante più come oratorio che come chiesa autonoma, entro un contesto religioso che aveva come epicentro la chiesa patronale dei Santi Faustino e Giovita.

La ex chiesa di San Tommaso a Brescia lungo via Pulusella



L'edificio, nel corso dei secoli, si arricchisce di opere d'arte, tra le quali si possono sicuramente identificare una tela di Marco Richiedei per l'altare maggiore, l'unico presente al suo interno, e una di Giuseppe Amatore, fino alla chiusura al culto nel 1797 per ordine della Repubblica bresciana, quando diventa proprietà della parrocchia di San Faustino.
Nel 1806, dopo la soppressione del 1798 della Confederazione dell'Oratorio di San Filippo Neri, l'ex canonico della confraternita Vincenzo Bonomi inoltra una richiesta al parroco di San Faustino per acquisire la chiesa con l'obiettivo di fondarvi un oratorio festivo per giovani. La richiesta viene accolta e l'oratorio viene riaperto: il Bonomi si prende carico della gestione e fa anche sostituire la pala del Richiedei, trasferita nella parrocchiale, con una nuova appositamente commissionata a Liberale Cozza. La struttura funzionerà fino alla morte del Bonomi, avvenuta nel 1836. Da allora, la chiesa diventa di proprietà privata e subisce un degrado sempre maggiore, mai risanato.

Giuseppe Amatore, Comunione degli Apostoli,
olio su tela, fine XVI secolo
Liberale Cozza, San Filippo Neri invita i fanciulli
a venerare la Madonna, olio su tela, 1811

Marco Richiedei, Incredulità di san Tommaso,
olio su tela, prima metà del XVII secolo
La quadreria di San Tommaso è ancora oggi di proprietà della chiesa dei Santi Faustino e Giovita ed è esposta tra la chiesa patronale, il Museo Diocesano e l'ex chiesa di San Giacomo, oggi sala polifunzionale. In particolare, in San Faustino è esposta l'Incredulità di san Tommaso di Marco Richiedei, nel Diocesano la Comunione degli Apostoli di Giuseppe Amatore e in San Giacomo il San Filippo Neri invita i fanciulli a venerare la Madonna di Liberale Cozza. Dell'antico San Tommaso, invece, rimane pochissimo e quel poco è ancora oggi soggetto a un inesorabile degrado.
Nel 1983, nell'ambito di uno studio dei dipinti murari esterni di Brescia, viene rilevata la presenza di tracce di affreschi sul residuo manto di intonaco sopravvissuto sulla facciata. I frammenti vengono classificati come figure racchiuse in riquadri con cornici policrome e datati al XV secolo. Già allora segnalati come "illeggibili", oggi si possono dire completamente scomparsi e si tratta certo di una grave perdita. Non è escluso, comunque, che un restauro potrebbe riportare alla luce qualcosa. Ad oggi, le sole tracce pittoriche intuibili sulla facciata sono relative a una croce sopra l'antica finestra e un tratto di cornice dipinta lungo il sottogronda.

Ex chiesa di San Tommaso a Brescia, dettaglio delle
tracce pittoriche in facciata
Sulla parete laterale della chiesa, parallela a via Pulusella, si scorgono invece alcune tracce dell'antica veste architettonica dell'edificio, nascoste entro un paramento sconvolto dall'apertura di finestre ben più tarde. Queste tracce consentono di stabilire alcuni caratteri dell'edificio medievale e identificare alcune fasi edilizie. In particolare, troviamo i resti monofore otturate e in seguito parzialmente tagliate da nuove finestre: si conserva ancora oggi la struttura dell'archetto sommitale, costituito da due corsi di mattoni posati di testa leggermente sfalsati. È una tecnica costruttiva abbastanza insolita, considerando anche che tutti i muri della ex chiesa sono in blocchi di medolo, quindi non sembra esserci motivo apparente che giustifichi la realizzazione in laterizio di questi archetti.
Potrebbe trattarsi di un rifacimento che ha modificato la posizione degli archetti sommitali delle monofore, oppure resti di ghiere che in origine presentavano un qualche ornamento, senza comunque escludere una tecnica costruttiva semplicemente più inusuale. Ad una prima lettura della successione stratigrafica del prospetto, comunque, è più verosimile la prima ipotesi, dato che l'archetto in mattoni è posto superiormente a un'interfaccia che sembra coinvolgere l'intero edificio e relativa forse a un sovralzo generale dello stesso. In occasione del sovralzo, quindi, le antiche monofore potrebbero essere state allungate fino al nuovo tratto murario, ricostruendo l'archetto sommitale più in alto e in mattoni.
Mi riservo di ritornare in un prossimo articolo sugli altri dettagli stratigrafici del prospetto meridionale di San Tommaso, prospetto che da questo punto di vista appare molto interessante.

Ex chiesa di San Tommaso a Brescia, prospetto meridionale su via Pulusella

Ex chiesa di San Tommaso a Brescia, antica monofora murata. L'archetto sommitale
in mattoni posati di testa appoggia su un corso di blocchi in medolo grossi e squadrati,
mentre la muratura superiore a questa interfaccia è realizzata con blocchi più piccoli
e una tecnica più approssimativa. Il corso sul quale si imposta l'archetto potrebbe costituire
l'antico limite superiore dell'edificio prima del possibile sovralzo.

Bibliografia essenziale:
- P. V. Begni Redona, Pitture e sculture in San Faustino in AA.VV., La chiesa e il monastero benedettino di San Faustino Maggiore in Brescia, Brescia, 1999
- P. Ferrari, I dipinti delle "Quadre di San Faustino" in AA. VV., La città dispersa - I dipinti esterni di Brescia antica, Brescia, 1983
- R. Lonati, Catalogo illustrato delle chiese di Brescia aperte al culto, profanate e scomparse con una appendice per cappelle, discipline e oratori, vol. II, Brescia 1989-1993

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