Le pitture altomedievali sul retro del dittico di Boezio

Durante l'età romana erano molto diffusi i dittici, composti in genere da due tavolette d'osso o di legno, dette valve, che si piegavano l'una sull'altra per mezzo di una cerniera. La faccia interna, leggermente scavata, era coperta di cera e serviva per riportare note o lettere. Negli esemplari più preziosi e raffinati la struttura poteva essere ricoperta d'oro o d'argento, o interamente d'avorio, mentre le facce venivano ornate da rilievi artistici.
Questi singolari oggetti erano quindi utilizzati come regali, in particolare alla fine dell'Impero romano, quando i consoli, all'entrata in carica, ne commissionavano diversi per poterli distribuire in dono a parenti, amici e personalità in vista. In tal caso, sulle facce esterne del dittico era scolpito il ritratto del console in abito di gala con un'iscrizione dedicatoria.

Dittico di Boezio, V secolo d.C., museo di Santa Giulia, Brescia, fronte